Petizione: difendiamo il sistema sanitario dagli sprechi!

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Parte oggi la petizione per chiedere al Ministro Beatrice Lorenzin e al Parlamento di promuovere una compiuta ed effettiva trasparenza e la massima integrità del settore sanitario, in particolare nell’ambito dei rapporti e delle modalità di interazione tra pubblico e privato.

Nel rapporto “Corruzione e sprechi in sanità” pubblicato ad aprile 2016, abbiamo stimato in circa 6 miliardi di euro l’anno il costo della corruzione e degli sprechi nei beni e servizi non direttamente legati alla cura dei pazienti. La sanità è un terreno molto battuto da corrotti e corruttori per via dell’ingente mole di risorse pubbliche investite, pari a circa 110 miliardi di euro l’anno.

Per farsi un’idea più precisa del problema, bisogna considerare che in quasi il 40% delle aziende sanitarie si sono verificati episodi di corruzione negli ultimi cinque anni e che non sempre questi, a detta dei dirigenti di ASL intervistati, sono stati affrontati con efficacia e tempestività.

Nell’ultima edizione del Barometro Globale della Corruzione, ben 45 italiani sui 1500 intervistati, cioè ben il 3%, hanno ammesso di aver pagato una mazzetta per accedere o sveltire un servizio nel settore sanitario.  Secondo una recente indagine CENSIS inoltre il 28.8% degli italiani pensa che sarebbe necessario avere una comunicazione trasparente dei costi e delle prestazioni del welfare in modo da poter confrontare le spese e limitare gli sprechi.

Per questi motivi, noi partner del progetto “Curiamo la corruzione”, Transparency International Italia, CENSIS, ISPE-Sanità e RiSSC, insieme alle associazioni che aderiscono e supportano la campagna (Altroconsumo e CittadinanzAttiva) abbiamo deciso di lanciare questa petizione.

Non ci limitiamo però alla semplice richiesta di una maggiore trasparenza e raccomandiamo nel dettaglio alcune misure:

  • rafforzare in maniera significativa le regole relative al rispetto dei tempi dei pagamenti e le relative sanzioni, perché dilazioni e ritardi sono uno dei principali fattori scatenanti della la corruzione;
  • istituire un nucleo speciale per la sanità all’interno dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, con anche funzioni di auditing;
  • pubblicare un portale internet dedicato al sistema sanitario, dove siano messi a disposizione dati in formato aperto e riutilizzabile, così da permettere qualsiasi cittadino monitorare le spese delle singole strutture;
  • rendere più efficace il coordinamento dello Stato rispetto alle Regioni in modo da rafforzare i principi ed i valori di riferimento e le norme comuni nell’ambito del Servizio sanitario;
  • rendere obbligatoria per tutti gli attori privati l’adozione e corretta implementazioni di Modelli 231 e l’introduzione di una specifica formazione anticorruzione;
  • promuovere l’individuazione di una metodologia e di strumenti per il monitoraggio periodico e per la misurazione dei fenomeni corruttivi in sanità, basati su indicatori soggettivi e oggettivi;
  • promuovere l’effettiva tutela morale e giuridica di tutti coloro che segnalano atti corruttivi;
  • sanzionare i dirigenti che non effettuano un’efficace analisi dei rischi corruttivi nella propria struttura sanitaria, come richiesto dalla legge anticorruzione.

 

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Sanità24 de Il Sole24Ore

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